Viaggio_Calabria

VIAGGIO NELLA CALABRIA DELLE FESTE PATRONALIPOPOLI E TRADIZIONI IN PROSPETTIVA SOCIOLOGICA

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INFO TECNICHE:
Formato: cm 14×20 – pagine interne n. 112 + copertina
Interno: carta edizioni avorio da gr. 90 con stampa a colori (illustrato con foto)
Copertina: morbida in cartoncino edizioni avorio da gr. 280 – stampa 4/0 colori
Confezione: brossura incollata, dorso quadro

Descrizione prodotto

Nelle pagine di questo libro, Paola Papaluca non soltanto propone semplicemente un itinerario tra le espressioni più autentiche della pietà popolare calabrese, ma offre i primi risultati di una indagine sociologica, svolta attraverso il metodo della ricerca qualitativa e dell’osservazione partecipante. Innanzi tutto è importante richiamare l’attenzione sulla circostanza che il presente lavoro di analisi può considerarsi come il primo “frutto” del percorso universitario dell’autrice, laureata in Sociologia presso l’ateneo di Catanzaro. Nel capoluogo di regione Sociologia nasce grazie agli sforzi profusi dal Prof. Cleto Corposanto, che ne è il coordinatore, e dietro questa intuizione c’è un’idea ben precisa che caratterizza il corso di laurea: formare gli allievi al valore civile dello studio e, in particolare, dell’indagine sociale. Ed è proprio all’interno di questo corso di laurea che il Prof. Antonino Mantineo, con il quale chi scrive si onora di collaborare, è ormai da due anni titolare dell’insegnamento di Storia delle religioni. Ciò perché lo studio critico della religione, in un approccio storico-comparatistico, si rivela essenziale per comprendere gli attuali conflitti sociali che caratterizzano le nostre culture, dove lo stesso paradigma della secolarizzazione sembra essere entrato in crisi. Accade così che, forniti gli strumenti essenziali per la comprensione della società e di come al suo interno “giochi” l’elemento religioso, si risponda senza indugio alla vocazione coltivata nelle aule universitarie e che si senta ben presto, quindi, l’esigenza di cimentarsi in un personale lavoro di ricerca e di condividere i risultati ottenuti mediante una specifica pubblicazione. Il libro di Paola Papaluca è un esempio, da questo punto di vista, di come la circolazione della conoscenza avvii, per sua natura, processi di condivisione di saperi e di idee. Abbiamo parlato anche di religione, in quanto l’oggetto sul quale il presente volume concentra l’attenzione, come già risulta dal titolo, è la Calabria delle feste patronali. Sia chiaro che per “festa patronale” si intende generalmente la “festa del Santo”, come indica anche il Direttorio su pietà popolare e liturgia (2002) della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, al par. 233. Se da un lato queste feste devono essere manifestazioni di fede e di preghiera, per non perdere l’originario spirito di cristiano, dall’altro lato è evidente come esse siano anche manifestazioni sociali che caratterizzano la comunità talvolta pure nella sua dimensione folkloristica. Ed è proprio questo secondo aspetto, che possiamo definire come “culturale”, ad essere analizzato dall’autrice. La festa patronale si presenta, quindi, all’occhio attento del ricercatore sociale, come tradizione, come insieme di informazioni, come manifestazioni esteriori di ritualità sacra e profana, e soprattutto, come elemento di identità. C’è da chiedersi, ovviamente, di quale identità si stia parlando, in un tempo, il nostro, in cui questa parola, d’uso molto comune, evoca spesso barriere, confini, muri. Ma l’identità cui si accenna nel libro vuole essere sinonimo di “radici” storiche, culturali, religiose, di fondamenta, in altri termini, alla base della costruzione di un io collettivo, aperto ai valori dell’accoglienza e della generosità che caratterizzano le comunità calabresi. L’identità calabrese, insomma, non è escludente, bensì includente. E la Calabria, pure nelle sue tradizioni, si conferma quale crocevia di culture, di etnie, di storie. Tanto più che l’autrice sottolinea come una delle “funzioni” delle feste patronali sia proprio quella di rafforzare la solidarietà e la convivenza sociale. Sappiamo anche bene come le manifestazioni della pietà popolare in Calabria, e in generale nel Meridione d’Italia, possano diventare occasioni di commistione tra religione e criminalità organizzata. Gli stessi vescovi calabresi, dopo che nella Nota pastorale Testimoniare la verità del Vangelo (2014), hanno sottolineato che la ‘ndrangheta è “una vera e propria forma di religiosità capovolta, di sacralità atea, di negazione dell’unico vero Dio”, nei successivi Orientamenti, Per una nuova evangelizzazione della pietà popolare (2015), hanno licenziato un direttorio per purificare i riti della religiosità del popolo dalle incrostazioni della criminalità organizzata. E’ interessante osservare, da questo punto di vista, che, pur non occupandosi direttamente del tema, l’autrice vuole mettere in evidenza il particolare sentimento religioso, che anima chi partecipa alle manifestazioni delle feste patronali. Non è un caso, d’altronde, che nel volume si parli delle feste patronali come di “proposta missionaria”, ossia di spazio particolare di evangelizzazione. Il che riporta alla dimensione di una religiosità, quella popolare per l’appunto, che deve essere considerata quale espressione di fede autentica, incarnata nella storia e nella realtà sociale. Insomma, complessivamente vi è nella narrazione della Calabria di Paola Papaluca una chiave di lettura positiva. Certo, ci troviamo in presenza di una regione ancora non valorizzata, per quelle che sarebbero le reali potenzialità. Ma siamo convinti che questo saggio possa aiutare a far conoscere, ancor di più, il patrimonio culturale che la Calabria custodisce gelosamente. Chi ama questa terra, come lo scrivente, non può quindi che rivolgere all’autrice sentimenti di viva gratitudine.

Luigi Mariano Guzzo Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro

Informazioni aggiuntive

ISBN

978-88-85593-32-9

Collana

Terram

Prima edizione

Aprile 2018

Edito da

SUSIL EDIZIONI

Stampato da

Susil snc

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